IDEA ROM ONLUS

c/o Centro Studi Sereno Regis

Via Garibaldi 13 - 10122 Torino (TO) - ITALY

 

Targa d’Onore del Presidente della Repubblica per l’opera tesa all’integrazione sociale della propria comunità

 

I nostri progetti sono a "pensiero ed azione Rom" perchè ideati e realizzati  direttamente da Rom.

Collaboriamo con chiuque sostenga la nostra partecipazione diretta alle decisioni e ai percorsi di cittadinanza attiva che ci riguardano.

Destinaci il tuo 5 x 1000

Per te non è un costo, per noi è gesto importante e concreto!

Nella tua dichiarazione dei redditi, senza alcun aggravio fiscale, scegli di devolvere il 5 x MILLE ad IDEA ROM ONLUS

Firma nel riquadro "Sostegno del volontariato" dei modelli CUD, 730 o Unico e inserisci il codice fiscale 97719830016

RECORD MIRAFIORI

Imparare a conoscersi

Iniziative per facilitare i rapporti tra i bambini Rom e i loro coetanei non Rom, con alcuni momenti di dialogo interculturale fra gli adulti e le comunità di riferimento.

 

Attività ludico-ricreative, di supporto ai bambini per lo svolgimento dei compiti delle vacanze, con momenti di informazione sulla cultura e sull'attualità Rom e, più in generale, con occasioni di reciproca conoscenza e ricerca di modalità di collaborazione per una migliore convivenza nel territorio.

 

A Torino, con un'attenzione particolare ad un piccolo gruppo di famiglie Rom nel quartiere Mirafiori Sud.

 

Il progetto è realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Periodo: febbraio 2013 - gennaio 2014

 

APPUNTAMENTI PUBBLICI:

  • Mercoledì 22 maggio 2013, ore 17: incontro  di discussione sulla condizione dei Rom a Torino, presso l'associazione delle "Donne di San Salvario" in via Morgari 14 a Torino.
  • Domenica 26 maggio 2013, ore 21: proiezione del videodocumentario "We Can" sulle iniziatve d'inserimento lavorativo dei Rom, nell'ambito dell'iniziativa "Lavori in corto", presso la Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino.

 

CONFERENCE ON MOBILE UNITS

BELGRADE - 22 October 2012

Organization by OSCE and Serbian Govern

Mobile units for Roma Inclusion– best practices for Europe-wide solutions

Belgrade, 22 October 2012

 

9:30-10:00 Registration

10:00-10:15 Opening remarks

  • Mr Srdjan Šajn, Member of the Serbian Parliament

  • Mr Dušan Ignjatović, Director of the Office for Human and Minority Rights

  • Mr Žarko Šunderić, Head of the Social Inclusion and Poverty Reduction Unit

  • Mr Martin Kern, Head of Operations of the Delegation of the European Union


Moderators: Mr Dejan Markovic, Office for Human and Minority Rights

Ms Gaia Montelatici, independent evaluator

 

FIRST SESSION: Mobile units for Roma Inclusion – Serbian context

10:15-10:25 Instruments of Pre-Accession Assistance

Ms Stefana Lilić, Serbian European Integration Office

10:25-10:35 Institutional framework for mobile teams

Ms Mirjana Maksimović, Social Inclusion and Poverty Reduction Unit

10:35-11:15 Perspective of local practitioners: education, health, employment and social affairs

11:15-11:45 Coffee break



SECOND SESSION: Best practices in the European Union

Presentation and questions & answers:

11:30-12:00 Acceder project, Spain

12:00-12:30 IQ Roma Service, Czech Republic

12:30-13:00 IDEA ROM ONLUS, Italy

13:00-14:00 Discussion and conclusions

14:00-15:00 Lunch

 

Discussion points:

  • What are the key factors for the success of Roma inclusion?

  • How can outreach activities increase the prospects for inclusion?

  • What is the role and potential of multi-sectoral cooperation? How should it be designed to be effective and efficient? What are the central/local level mechanisms that facilitate/coordinate/organize that kind of cooperation?

  • What are the obstacles that mobile units face in practice and ways to address them? Is there any specificity due to geographical, cultural, financial, political and other reasons? How can countries cooperate to face challenges and make them advantages?

  • What are the criteria for defining the work methodology of mobile units? Who should define the methodology and how? How to set an appropriate M&E system – examples of M&E systems

Rom and Sinti Italian strategy - eng. version
STRATEGIA ITALIANA ROM SINTI - vers ENG.
Documento Adobe Acrobat [4.6 MB]
Download
Strategia Italiana per i Rom e i Sinti
STRATEGIA ITALIANA ROM SINTI - vers. ITA
Documento Adobe Acrobat [4.8 MB]
Download
Schema governance strategia italiana per i Rom e i Sinti
SCHEMA GOVERNANCE STRATEGIA ITALIANA ROM
Documento Adobe Acrobat [47.9 KB]
Download
NGO's report for ONU-CEDAW Commitee on Roma women situation in Italy
italy-cedaw-submission-24-june-2011.pdf
Documento Adobe Acrobat [328.0 KB]
Download

POLITICHE ABITATIVE CON ACCESSO ALLA CASA

A chi giovano le politiche differenziate, i progetti speciali, i "villaggi residenziali", le microaree e tutte le stranezze che si pensano solo per l'housing dei Rom? Di certo non ai Rom.


I campi nomadi abusivi non possono essere superati con i campi nomadi autorizzati, le "microaree" o i "villaggi residenziali", comunque li si chiami.


E' l'idea stessa del campo nomadi, della soluzione abitativa differenziata, che ripropone le barriere che sfociano in difficoltà di dialogo e nei conflitti con i territori. Il degrado e la miseria dei campi nomadi autorizzati è di pochissimo inferiore a quello dei campi abusivi. Dai campi nomadi non è mai venuto fuori un giovane che abbia studiato, le condizioni igieniche sono spaventose e spesso le relazioni umane sono dettate dai violenti. I processi d’esclusione sono continuamente alimentati e alimentano i processi d’auto-esclusione (Rom – Gagè), un circolo vizioso che genera anche microcriminalità, atteggiamenti assistenzialistici e altre questioni spesso agli onori della cronaca. Tutte le "microaree" e i “villaggi”, anche quando realizzati, sono partiti piccoli e belli ma, nel giro di qualche anno, sono diventati degradati e sovraffollati.


Poi c'è un problema di sostenibilità: considerando i numeri delle persone che vivono nelle baracche ai margini di tutte le grandi città, essendo necessario pensare a soluzioni abitative per tutti quanti, occorre chiedersi se siano realizzabili decine e decine di "microaree" o “villaggi” in ognuna di queste città.


Negli ultimi 20 anni a Torino si sono tentate varie operazioni di questo tipo (almeno 5-6 volte, anche mettendo in gioco il riutilizzo di cascine abbandonate), senza MAI CONCLUDERE NULLA (se non l'aver incautamente alimentato proteste, paure e contrapposizioni). Può sembrare una resa, ma oramai ci siamo convinti che gli sforzi in questa direzione siano quasi inutili.


Poi ci sarebbe un problema di gestione, immaginando dispendiose attività di controllo. E altrettanto problematica appare anche l'autogestione e le relative dinamiche interne ai gruppi. Non ultima la limitazione di libertà nella vita quotidiana delle famiglie, con continui controlli (si pensi a quando si decida di ospitare dei parenti, ai controlli preventivi di polizia, ecc...).


Riflettendo sui numeri si può affermare che regione per regione, le grosse città fanno da sole il 70-80% delle presenze complessive. In queste città non sarebbe possibile realizzare neanche un paio di microaree o villaggi, risolvendo il problema abitativo a poche persone e sollevando proteste e speculazioni politiche sui Rom. A Torino, ad esempio, realizzandone un paio, si potrebbero sistemare al massimo un centinaio di persone, lasciandone comunque fuori un numero circa 10-15 volte superiore. Se si contassero anche quelli che ammassati nei mega-campi autorizzati la percentuale degli esclusi sarebbe quasi doppia. In tutto in un clima da rissa sociale, tra assemblee di comitati, cittadini allarmati e servizi infuocati sui giornali.


Quando ci si occupa dell'housing dei Rom occorre pensare a soluzioni utili per il maggior numero possibile di persone, oltre che per i territori dove ci sono i campi (sia gli abusivi che quelli autorizzati poiché hanno, grosso modo, gli stessi problemi).


Con i denari pubblici occorrerebbe dare priorità ad interventi estesi e generalizzati, non agli "esperimenti" da tesi di laurea o da convegno, avendo ben chiara la priorità della chiusura degli insediamenti grandi e degradati, sia spontanei che autorizzati.


Le soluzioni possibili sono tante, ma quelle di maggior impatto non possono che prevedere politiche più coraggiose per l'accesso alla casa e ad un futuro di uguali opportunità per tutti, finalizzando a questi scopi la gran parte delle risorse specificatamente dedicate ai Rom.


La maggior parte dei Rom di recente immigrazione in Italia, nei paesi d'origine già viveva in case e appartamenti. Gli stessi Rom quando vivono in altri paesi europei stanno in casa. La storia dei campi nomadi è soprattutto una questione italiana, dove ci sono addirittura esperti che ne parlano come se fosse un tratto culturale tipico.


È vero che ogni tanto fra gli ingressi in casa ci sono stati insuccessi e, per i più vari problemi, qualcuno ha abbandonato l'appartamento oppure si è ridotto a vivere d'assistenza. A Torino solo 5 famiglie hanno avuto vari problemi d’inserimento nelle case, fallendo il tentativo.


Ma per quel che abbiamo modo di osservare a Torino, negli ultimi 15 anni circa 700 Rom sono entrati nelle case popolari e circa 300 in appartamenti privati. Quasi tutte queste famiglie vivono di lavoro, pagano l'affitto, le spese e fanno quanto necessario per far studiare i figli.


Discorso a parte quello dell'entusiasmo da parte dei vicini di casa, quasi sempre molto basso. Ma in genere, nel tempo, le relazioni si stabilizzano e un po' migliorano. In qualche caso nascono amicizie e forme di solidarietà di tutto riguardo. MA LA MAGGIOR PARTE DEGLI INGRESSI IN CASA REGGE NEL TEMPO.


A Torino l'emergenza nomadi aveva fatto destinare 5 milioni di euro alla locale Prefettura.


Si è cominciato a discutere su come spenderli, pensando ad accordi per la distribuzione dei Rom in vari comuni, alla ristrutturazione dei mega-campi autorizzati, a raccolte straordinarie dell'immondizia intorno ai campi abusivi, a qualche ricerca o a qualche progetto sperimentale sul modello di presunte buone pratiche di co-housing la cui bontà è ancora tutta da dimostrare.


Il tempo è passato e alla fine si è speso qualcosa per l'immondizia o poco più, fino alla restituzione di gran parte della somma al governo dopo la revoca dell'emergenza (ora ripristinata, ma con incognite non chiarite sui fondi a suo tempo stanziati).


Noi però diciamo che se con quella somma si fossero acquistate 80-100 povere abitazioni, le si potevano offrire con affitti popolari alle famiglie attualmente nei campi nomadi che accettino tale soluzione abitativa.


Questo avrebbe risolto già solo in un anno di tempo il problema abitativo a centinaia di persone, forse LA META' di quelle che attualmente vivono nelle baracche lungo i fiumi (e nelle intercapedini dei ponti, nei tubi di scolo delle fognature, ecc.). Avrebbe anche attenuato parte dei conflitti di convivenza nei territori dei campi nomadi, pur distribuendone alcuni di più piccola portata nelle varie zone dove si fossero reperiti gli appartamenti. Ma l'esperienza dei primi inserimenti nelle case popolari (con solo il 2% di insuccessi) parla soprattutto di amplificazione di paure e percezioni piuttosto che di problemi veri. L'impatto complessivo, in termini di capacità d'accoglienza, sarebbe stato l'equivalente della costruzione di 10-15 microaree o villaggi che, almeno a Torino (anche se si mettesse in gioco tutta la provincia), NON SI FARANNO MAI.


Gli affitti raccolti con una tale iniziativa avrebbero consentito il progressivo acquisto di altre abitazioni, consentendo lo svuotamento e la chiusura di tutti i campi nomadi in circa 10 anni.


Dal nostro punto di vista, quantomeno nelle grosse città, è questa la soluzione abitativa veramente praticabile, con tempi moderatamente rapidi e risultati di grosso impatto. Le altre soluzioni portano tante discussioni, tanti conflitti, tanti studi e sperimentazioni, qualche convegno, numerose ricerche e altri simili esiti, con del tempo semplicemente buttato via e la gran parte dei Rom e dei territori ancora al punto di partenza.


L'abitare in casa darebbe immediatamente anche il diritto alla residenza (oggi precluso alla metà e forse più dei Rom presenti a Torino), con tutto quel che ne consegue in termini di diritti ed opportunità (servizi sociali, accesso alle case popolari una volta maturati i requisiti, borse di studio, diritto di voto per i comunitari, ecc...). Per molti aprirebbe la porta della cittadinanza addirittura con la legge attuale (poiché se non si ha una casa con l'agibilità non si può neanche presentare la domanda, come capita nella nostra città anche a tutte le famiglie che abitano nei campi nomadi autorizzati, tutte prive di idoneità abitativa certificabile).


E' vero che l'ingresso in casa potrebbe alimentare alcuni piccoli conflitti con i vicini, ma sicuramente risolverebbe il problema della contrapposizione di interi quartieri (se non intere città) contro i campi nomadi. Tutti potrebbero guadagnarci dal superamento degli attuali insediamenti e questo, forse, contribuirebbe all'attenuazione delle tensioni anti-Rom.


Ovviamente il tema della casa non basta a risolvere tutti i problemi dei Rom ma, ne siamo certi, affronta quello più importante, spesso all'origine degli insuccessi nel lavoro e nell'istruzione.

COME SUPERARE I CAMPI NOMADI

Per politiche abitative non differenziate

I campi nomadi abusivi non possono essere superati con i campi nomadi autorizzati, le "microaree", i "villaggi residenziali", i cubi, i dadi o altre soluzioni stravaganti pensate solo per noi, comunque le si chiami.

 

E' l'idea stessa della soluzione abitativa differenziata, che ribadisce le barriere che sfociano in difficoltà di dialogo o conflitti con i territori.


Il degrado e la miseria dei campi nomadi autorizzati e dei villaggi è di pochissimo inferiore a quello dei campi abusivi. E da quei posti non è mai venuto fuori un giovane che abbia studiato, le condizioni igieniche sono spaventose e spesso le relazioni umane sono dettate dai violenti.

 

Occorrono politiche più coraggiose per l'accesso alla casa e ad un futuro di uguali opportunità per tutti, finalizzando a questi scopi la gran parte delle risorse specificatamente dedicate ai Rom dall'Unione Europea e dallo Stato. 

 

Romà, na te besam maj but ande kampura, trubul amen te astaram amarò trajo sar sa e manushà.

8 APRILE 2012

IN NOME OMEN – CHIAMATECI ROM

L'8 aprile si celebra in tutto il mondo il "Romano Dives", la Giornata internazionale della nazione Rom, in ricordo di quell'8 aprile del 1971 quando a Londra si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rom e si costituì la Romani Union, la prima organizzazione mondiale dei Rom riconosciuta dall'ONU.

 

Il Congresso Mondiale dei Rom (I.R.U. - International Romanì Union) oggi è un’organizzazione non governativa riconosciuta come componente del Consiglio d’Europa dal 1972, come ente consultivo dell’UNESCO nel 1979, come ONG dall’UNICEF nel 1986, come ente consultivo dall’ONU nel 1993.

 

In quel congresso si stabilì la denominazione ufficiale “Rom”, letteralmente “uomo” o “popolo degli uomini”, che comprendeva di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo (Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchéls, Vlax, Domari, Nawar, ecc..). Durante il congresso si scelse come inno nazionale "Djelem Djelem", composto nel 1969 da Zarko Jovanovic, e la bandiera Romanì, una ruota indiana rossa su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d'erba, e per metà azzurra, a simboleggiare gli spazi infiniti del cielo.

 

Ma ancora oggi i termini utilizzati per indicare le nostre comunità sono altri, in genere con connotazioni negative o imprecise.

 

Nel corso della storia, i termini “Zingari / Zigeuner / Tzigani / Cigani / Zigani / Atsiganoi”, “Gypsy / Gitanos” e simili sono stati attribuiti a diversi gruppi umani di origini molto diverse e, a volte, senza alcuna relazione tra loro (una setta religiosa, cristiani in fuga dall’Egitto o dal “Piccolo Egitto”, alcuni gruppi di Rom, comunità nomadi, gruppi di predoni, vagabondi senza fissa dimora, ecc.). Queste denominazioni hanno assunto in tutte le lingue una forte connotazione dispregiativa ed oggi sono utilizzate solo più per indicare le nostre comunità.

 

La denominazione “nomadi” è invece sostanzialmente imprecisa poiché solo una minima parte delle nostre comunità, essendo quasi tutti noi stanziali da molti secoli in tutti i paesi europei. I recenti fenomeni migratori che ci riguardano sono difatti riconducibili, come per la maggior parte degli immigrati, a necessità economiche o alla fuga da situazioni di guerra o violenza.

 

Oramai tutte le comunicazioni ufficiali degli organismi internazionali utilizzano la denominazione “Rom” quando sono riferite alle nostre comunità, così come le autorità nazionali e, più lentamente, quelle locali. In ogni caso tutti noi, da sempre e in tutti i paesi del mondo, ci autodefiniamo “Rom” (pur facendo seguire tale nome dalle specifiche denominazioni dei tanti gruppi nei quali si articolano le nostre popolazioni).

 

Superare gli stereotipi riconducibili agli stili di vita “nomadi” o “zingari” è oggi uno dei compiti più importanti per le comunità Rom, per influenzare le scelte di governo che ci riguardano, a partire dagli standard abitativi, che finora ci hanno segregato nei “campi nomadi”, fino alle politiche d'inclusione scolastica e lavorativa.

 

L'8 Aprile ha quindi un valore ed un significato che vanno oltre il semplice ricordo, poiché sollecita la nostra coscienza e il nostro impegno per essere parti attive di questa società.

27 GENNAIO 2012 - 48 Giorni dopo la Continassa

Per il ricordo di tutte le vittime nel Giorno della Memoria

La Repubblica Italiana riconosce il 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti ai progetti di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

 

Tra le vittime delle persecuzioni del secondo conflitto mondiale ci sono gli oltre 500.000 Rom uccisi in tutta Europa.

 

I Rom di tutto il mondo ricordano con il termine Porrajmos (in lingua Romanì "Devastazione" o "Gran divoramento") o Samudaripen ("Massacro", "Uccisione di tutti") il tentativo del regime nazista e dei suoi alleati di sterminare la popolazione romanì durante la seconda guerra mondiale.

 

A 48 giorni dall'aggressione razzista alla Cascina della Continassa, Idea Rom ricorderà le vittime del Porrajmos partecipando ad alcune delle iniziative in programma a Torino per il Giorno della Memoria:

 

- 27 gennaio ore 9

  Dai balconi del Centro Studi Sereno Regis di via Garibaldi 13 a Torino

  Esposizione della bandiera con le insegne internazionali dei Rom

  In memoria delle vittime delle persecuzioni nel secondo conflitto

  mondiale

 

- 27 gennaio ore 11

   Sala del Consiglio Comunale, piazza Palazzo di Città 1 - Torino

   Celebrazione istituzionale del Giorno della Memoria alla presenza

   delle Autorità

   Con la testimonianza di Thomas Geve e l'intervento di Claudia De

   Benedetti, Vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche

   Italiane 

UNA ROM CANDIDATA A PIEMONTESE DELL'ANNO

Sondaggio on-line di Repubblica Torino

Con grande meraviglia abbiamo scoperto la candidatura di Vesna Vuletic nel sondaggio on-line, organizzato dal quotidiano Repubblica, per l'individuazione dei piemontesi dell'anno.

 

Un gioco semiserio per la fine del 2011, ma anche una candidatura dal forte valore simbolico, forse un cenno a quella parte delle comunità  Rom che vuole conquistare un ruolo di cittadinanza attiva nella società.

 

Ecco i risultati del sondaggio: 

 

http://temi.repubblica.it/repubblicatorino-sondaggio/?cmd=vedirisultati&pollId=2961

UNA LUCE IN FONDO AL BUIO

Come rendere concreta la solidarietà alle famiglie Rom aggredite alla Continassa di Torino

Dopo i recenti avvenimenti che hanno coinvolto i Rom che abitano nella Cascina Continassa di Torino, occorre aiutare e supportare in questo tragico momento le famiglie che hanno perso l'unica casa che conoscevano.

Superata la prima emergenza, è prioritario ridare dignità e speranza a uomini, donne e bambini che, in pochi istanti, hanno visto andare a fuoco tutta la loro vita e che ora si trovano ad affrontare il freddo e la disperazione di non avere più niente.

Di grande aiuto sono stati, in questi primi giorni, coloro che hanno portato la loro solidarietà e che hanno contribuito a migliorare le condizioni materiali in cui si sono ritrovate a sopravvivere le vittime dell'attacco razzista: le associazioni di volontariato, le autorità politiche e religiose, i funzionari pubblici e, soprattutto, i tantissimi cittadini fra i quali molti residenti nel quartiere da cui si è mosso il corteo che ha assaltato il campo nomadi.

Adesso è però necessario dare un indirizzo alla spontanea solidarietà dei tanti che ancora vorrebbero manifestare concretamente la loro solidarietà.

Le famiglie rimaste nella cascina hanno una enorme, principale, necessità:


un’ABITAZIONE VERA nella quale poter vivere dignitosamente.


Per questo motivo facciamo un appello ai cittadini, alle associazioni, agli enti religiosi e alle istituzioni affinché si adoperino per l'unica vera soluzione alla gran parte dei problemi innescati dalla presenza di campi nomadi nelle città: un'abitazione, anche partendo  da chi oggi è costretto a restare nel luogo in cui è stato aggredito e messo in pericolo di vita.

Si tratta di 3 famiglie, 7 persone in tutto: coloro che hanno finora trovato il coraggio di rivolgersi alla Magistratura per ottenere quella giustizia che gli aggressori hanno tentato d'oltraggiare durante il linciaggio.

Chi vuole dare il suo sostegno può:

  1. mettere a disposizione locali per l'ospitalità delle famiglie;
  2. offrire un lavoro;
  3. versare un contributo economico al Centro Studi Sereno Regis di  Torino specificando la causale AIUTO FAMIGLIE ROM INCENDIO CONTINASSA:
  • con bonifico sul conto corrente postale 23135106 intestato a Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi 13 – 10122 Torino IBAN IT67G0760101000000023135106
  • con vaglia postale
  • in contanti presso la segreteria del Centro Studi (sarà rilasciata ricevuta)


I fondi raccolti saranno consegnati direttamente alle famiglie per provvedere alle necessità materiali e alle spese per le abitazioni che speriamo di poter reperire. Sarà data completa trasparenza alla gestione dei contributi.

FEDERAZIONE ROMANI'
Via Altavilla Irpina n. 34 – 00177 Roma - fax +39.0664829795
http://federazioneromani.wordpress.com
federazioneromani@libero.it

IDEA ROM ONLUS
c/o Centro Studi Sereno Regis
Via Garibaldi 13 - 10122 Torino - fax +39.01182731123
www.idearom.it - Fb IdeaRom
idea.rom@gmail.com

CENTRO STUDI SERENO REGIS
Via Garibaldi 13 - 10122 Torino

tel +39.011532824 +39.011549005 - fax +39.0115158000
http://serenoregis.org/
info@serenoregis.org

Scarica il volantino
sottoscrizione Continassa.pdf
Documento Adobe Acrobat [28.3 KB]
Download

Notizie sull'andamento della sottoscrizione:

Aggiornamento a venerdì 10 febbraio 2012

Hanno finora contribuito alla sottoscrizione Nanni Salio, Daci Stefanich, le famiglie Cingolani-Chiarioli-Betolini e nipoti,  la famiglia Richiardi, Maria Larocchia, Franca Niccolini, la Federazione Romanì nazionale e Maria Grazia Dicati, Carla Castagnero, Gabriella Boni, Antonio Tosi, Andrea Magistrali, Laura Bertotto, Igor Boni, Silvya Manzi, Franca Niccolini, Maria Larocchia, l'Associazione Amicizia Ebraico-Cristiana, la Comunità Ebraica di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo per un totale complessivo di € 8.630. Le persone finora assistite con contributi mensili sono 7, si sono coperte le spese per il rifacimento dei documenti distrutti nell'incendio (alcuni rifatti all'estero) e si è avviato l'inserimento lavorativo per una delle signore. Un ente della rete di solidarietà sta provvedendo, oltre che alla fornitura di aiuti alimentari, alla sistemazione abitativa di 3 famiglie.

 

Aggiornamento a lunedì 9 gennaio 2012

Hanno finora contribuito alla sottoscrizione Nanni Salio, Daci Stefanich, le famiglie Cingolani-Chiarioli-Betolini e nipoti,  la Federazione Romanì nazionale e Maria Grazia Dicati, Carla Castagnero, Gabriella Boni, Antonio Tosi, Andrea Magistrali, Laura Bertotto, Igor Boni, Silvya Manzi, la Comunità Ebraica di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo per un totale complessivo di € 8.530.

Alle famiglie sono erogati contributi mensili per le materiali necessità di sussistenza. Separatamente si stanno pagando le spese necessarie per il rifacimento dei documenti distrutti nell'incendio. Una quota del fondo è destinata a coprire parte delle spese per la sistemazione abitativa delle famiglie all'interno di appartamenti. Le persone finora assistite con i contributi economici sono state 7 (quelle rimaste al campo a cui il fuoco ha distrutto tutto).

Gli aiuti alimentari e con altri generi d'assistenza sono invece rivolti alla generalità delle persone ancora presenti nel campo nomadi della Continassa.

 

Aggiornamento a mercoledì 21 dicembre 2011
Presso la sede del Centro Sereno Regis, alla presenza della presidente di Idea Rom, Vesna Vuletic,  è stato consegnato un primo piccolo contributo di 900 euro alle famiglie Rom colpite dal pogrom della Cantinassa.
Donazioni finora pervenute: famiglie Cingolani, Chiaroli, Bertolini e nipoti, Daci Stefancich, Nanni Salio.

Un ringraziamento a tutti coloro che, nelle varie forme, hanno e stanno contribuendo con gesti di solidarietà, a partire da chi già la mattina dopo l'incendio ha messo a disposizione le 15 coperte (il sig. Alberto), i primissimi generi alimentari ed il passeggino per la bambina rimasta al campo (don Fredo Olivero e l'associazione Vides Laurita).

INCENDIATO IL CAMPO NOMADI DELLA CONTINASSA

Nel giorno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

 

Nel giorno dell'anniversario dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ratificò la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI, Torino è violentata dall'ignoranza razzista di alcuni abitanti del quartiere Le Vallette.

L'incendio del campo nomadi della Continassa voleva fare "giustizia" della violenza subita da una ragazza italiana. Poco importava se la ragazza avesse o meno mentito.
E ancor meno che le vittime del rogo potevano essere persone estranee ai fatti, altre ragazze coetanee dell'italiana, bambini piccoli o altri ancora.
Ci siamo abituati: quando le accuse sono rivolte ai Rom è abbastanza normale andar per le spicce, spesso impunemente.
Non ci sarà nessun corteo di solidarietà e nessun mazzo di fiori sarà deposto sul luogo dell'incendio.

Il Sindaco si è pronunciato con parole nobili ed ha condannato il tentativo di linciaggio. Ma tutta la società civile, anzi, tutte le persone civili dovrebbero unirsi nella condanna.
Quando si lascia che la colpa di un singolo (ma in questo caso non è neppure vero) ricada su un gruppo, su una comunità, su un intero popolo, non si è migliori di chi anni fa tentò "soluzioni finali" nei campi di sterminio.

Confidiamo comunque che i responsabili siano individuati e messi di fronte alle loro responsabilità.

Confidiamo anche che quei Rom non debbano ora scontare la "colpa" di essere privi di abitazioni dignitose e vivano in baraccopoli abusive, magari da abbattere "legalmente" nei prossimi giorni. Magari dichiarando che lo si fa solo per "proteggere" quei Rom.

Confidiamo infine che chi ha responsabilità di governo la smetta di sperperare i fondi messi a disposizione dall'Europa per affrontare i problemi dei Rom, primo fra tutti quello abitativo, che tanto "stuzzicano" i moderni angeli vendicatori di questo nostro paese.

 

Link:

 

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/10/foto/raid_contro_campo_nomadi_ma_lo_stupro_era_inventato-26411283/1/

 

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/102784/

 

http://triskel182.wordpress.com/2011/12/11/l%C2%B4odio-e-la-paura-del-profondo-nord-chiara-saraceno/

 

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433896/

 

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433907/

 

http://balkan-crew.blogspot.com/

 

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/12/11/donne-ci-rubano-anche-il-dolore/

 

http://www.migrantitorino.it/?p=20088&utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+migrantitorino+%28Migranti+Torino%29

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1100&ID_sezione=56

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/zingari-basta-parola/177037/

 

http://www.migrantitorino.it/?p=20115&utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+migrantitorino+%28Migranti+Torino%29

 

http://sucardrom.blogspot.com/

 

http://www.nuovasocieta.it/editoriali/item/30812-continassa-il-delitto-perfetto.html

 

http://www.guardian.co.uk/world/2011/dec/11/italian-girl-rape-claim-gypsy

 

http://www.spiegel.de/panorama/justiz/0,1518,803040,00.html

 

http://internacional.elpais.com/internacional/2011/12/11/actualidad/1323618884_329840.html

 

http://www.7sur7.be/7s7/fr/1505/Monde/article/detail/1361316/2011/12/11/Un-viol-invente-provoque-un-raid-punitif-contre-un-camp-de-Roms-a-Turin.dhtml

 

http://www.migrantitorino.it/?p=20623&utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+migrantitorino+%28Migranti+Torino%29

 

http://noblogo.livejournal.com/199882.html

 

IDEA ROM

Il punto informativo con la voce dei Rom

al GIOVEDI'

dalle 10 alle 12

 

Centro di Aggregazione Culturale - via Cavagnolo 7, 10156 Torino

 

mezzi pubblici 50, 51, 51/, 4

 

Informazioni, Orientamento ed Opportunità su

Casa, Lavoro, Scuola e Diritti

 

Info e appuntamenti: www.idearom.it - idea.rom@gmail.com

 

Le attività dello sportello sono realizzate con il contributo della Provincia di Torino ed il patrocinio della Circoscrizione 6 del Comune di Torino. L'iniziativa è promossa in collaborazione con le associazioni ManaManà e Officina Informatica Libera.

ILLEGITTIMA L'EMERGENZA NOMADI

Sentenza del Consiglio di Stato

Nel mese di maggio 2008, il governo italiano emanò alcuni decreti in cui dichiarava lo stato di “emergenza nomadi” per la popolazione romanì presente nelle regioni di Lazio, Lombardia e Campania, successivamente estesa ad altre regioni (Veneto e Piemonte).


I decreti “dell'emergenza nomadi” conferivano ai prefetti dei capoluoghi delle regioni interessate il potere di agire in deroga alla “normale” legislazione e spesso abbiamo registrato violazioni dei diritti umani che hanno incrementato la discriminazione contro la popolazione romanì.

 

Dopo la dichiarazione di illegittimità del Consiglio di Stato sui decreti per “l'emergenza nomadi” la Federazione romanì e le associazioni aderenti chiedono al nuovo Governo Italiano di porre fine alle politiche discriminatorie contro la popolazione romanì ed avviare un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato.

Il testo della sentenza
Sentenza del Consiglio di stato.pdf
Documento Adobe Acrobat [156.8 KB]
Download

PER IL SUPERAMENTO DEI CAMPI NOMADI

Comunicato Stampa della Federazione Romanì

Sembra che nessuno voglia riconoscere che la storia contemporanea ha creato un nuovo genere di esseri umani - quelli che sono stati messi nei campi di concentramento dai loro nemici e nei campi di internamento dai loro amici”. Hanna Arendt

 

La Federazione Romanì afferma in maniera forte e chiara la centralità del diritto alla casa come il tema decisivo della partecipazione attiva della popolazione romanì e come elemento centrale di un riconoscimento e una considerazione impostati sui diritti di una minoranza storica e significativa anche per consistenza numerica.


E’ ancora forte il pregiudizio in base al quale i Rom rifiutano di vivere nelle case perché vogliono vivere nei campi nomadi o all'aria aperta o in terreni a “larghi orizzonti”; questi pregiudizi i rom li hanno pagati duramente in termini di emarginazione ed esclusione sociale, culturale e politica. Sono pregiudizi impostati anche dall’impreparazione del volontariato, dall’utilitarismo delle cooperative sociali che gestiscono i "campi nomadi”, dalla negligenza e inopportunità istituzionale nell’affrontare una minoranza ascoltandola ed interloquendo direttamente con i suoi rappresentanti.


Quella dei campi, dei "villaggi attrezzati" e delle "microaree", oltre ad essere un'anomalia tutta italiana, è una soluzione differenziata, discriminante e segregante, e spesso sono le autorità che spingono le famiglie rom a vivere in questi luoghi di ghettizzazione che strutturano un sistema di apartheid proposto esclusivamente alla popolazione romanì.


Vogliamo dunque dichiarare che anche i Rom vorrebbero un'abitazione “normale” per superare definitivamente ogni forma di segregazione/emarginazione abitativa, e vorrebbero poter essere considerati per accedere alle case dell’edilizia popolare, definendone la progettazione, le tipologie e le modalità. Ridurre il fabbisogno abitativo alle forme truccate del campo “nomadi” è un azione di efferata violenza e disumanizzazione.


La Federazione Romanì, le 18 associazioni e le persone che la compongono (tutte attive professionalmente sul territorio Italiano) credono che sia arrivato il momento di offrire alla minoranza romanì risposte politiche e di politica abitativa adeguate che facciano superare, senza lacuna possibilità di falsa interpretazione, la logica dei campi nomadi e che, allo stesso tempo, restituiscano dignità alla coscienza collettiva del Paese.

 

 

Nazzareno Guarnieri - presidente Federazione Romanì

 
GLI ADERENTI ALLA FEDERAZIONE ROMANI'
Graziano Ha
lilovic - Ass. Romà onlus di Roma,
Ass. RomSinti@Politica Teramo
Demir Mustafa - Amalipè Romanò di Firenze,
Vesna Vuletic - Ass. Idea Rom Onlus Torino,
Ass. Azunen Romalen di Napoli,
Coop. Pralipè di Pescara,
Sergio Suffer - Nevo Gipen di Brescia,
Loris Levak - Ass. Rom Kalderash di Venezia,
Vojkan Stojanovic - Ass. Romano Pala Tetehara Collegno (TO),
Mauro Priano - ASD Amalipè di Palermo,
Ass. Tikanè Assiem di Isernia,
Centro Studi Ciliclo Roma
Ass. Sassarè Lamè Isernia,
Ass. Paparuga di Torre del Greco,
Saska Jovanovic - Ass. Romnì Onlus Roma
Carlo Stasolla - Ass. 21 Luglio Roma
Marco Brazzoduro - Coop. Antica sartoria rom Roma
Fattoria sociale Bravalipè

Maria Grazia Dicati - Veneto, Umberto Spada - Lazio, Sarachella Concetta - Molise, Dimitris Argiropoulos - Emilia Romagna, Rojatti Raffaella - Lazio, Ferdi Berisha - Marche, Russo Ernesto - Abruzzo/Marche, Maurizio Marcellusi - Abruzzo, Rosi Mangiacavallo - Sicilia, Marcel Courthiade - Parigi, Giuliana Donzello - Toscana, Roberto Ermanni - Toscana

Campi nomadi: chi ci guadagna?

In Italia la peggior situazione abitativa di tutta Europa

QUANDO SI NASCE ROM...

Sul diritto all'istruzione per tutti i bambini

CEDAW COMMITTEE

Committee on the Elimination of Discrimination against Women

49th session (11 - 29 July 2011) New York

Idea Rom Torino, ERRC Budapest ed Opera Nomadi Reggio Calabria hanno presentato alla commissione CEDAW dell'ONU di luglio 2011 a New York il rapporto ombra sulla condizione delle donne Rom in Italia.

 

Link:

http://www2.ohchr.org/english/bodies/cedaw/cedaws49.htm

 

http://www2.ohchr.org/english/bodies/cedaw/docs/ngos/JointNGOReport_Italy49.pdf

 

http://www.errc.org/cms/upload/file/italy-cedaw-submission-24-june-2011.pdf

 

LINK ALLE RACCOMANDAZIONI DELLA COMMISSIONE CEDAW

 

 

I'M A ROMA WOMAN

I'm a European Roma Woman... I'm a Woman...

COMUNICATO STAMPA

FIGLI DI UNO STESSO PADRE

IL PAPA BENEDETTO XVI INCONTRA I ROM

Sabato 11 giugno il Papa Benedetto XVI incontra le comunità Rom, Sinti e Camminanti in rappresentanza dei 170 mila appartenenti a queste comunità in Italia e ai 12 milioni in tutta Europa.

 

Sono annunciate delegazioni da tutta Italia e da numerosi paesi Europei per migliaia e migliaia di persone.

 

Da Torino è prevista la partenza di numerosi gruppi sia in forma organizzata che spontanea.

 

Uno dei gruppi in partenza venerdì sera da Torino è quello organizzato dall’Ufficio Pastorale Migranti con l’associazione Idea Rom. Si tratta di un pullman che partirà da piazza Castello con 50 ragazze delle diverse comunità Rom e Sinte della città.

 

Proprio l’impegno e il dialogo interno alle comunità fa da sfondo al valore simbolico dell’incontro con il Pontefice, a cui le più giovani del gruppo hanno scritto una lettera che consegneranno nelle sue mani.

 

Torino, 10 giugno 2011

8 APRILE

Giornata Internazionale del popolo Rom

L'8 di aprile si celebra il "Romano Dives", la Giornata Internazionale del popolo Rom, in ricordo del primo congresso mondiale dei Rom svoltosi a Londra nel 1971.


Quel congresso stabilì, come denominazione ufficiale della nazione Romanì il nome “Rom”, letteralmente “uomo” o “popolo degli uomini”, inclusivo di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo (Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchéls, Vlax, Domari, Nawar, ecc..). Quel giorno si scelse come inno nazionale "Djelem Djelem", composto nel 1969 da Zarko Jovanovic, e la bandiera Romanì, una ruota indiana rossa su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d'erba, e per metà azzurra, a simboleggiare gli spazi infiniti del cielo.


In quel congresso si costituì la Romanì Union, la prima organizzazione mondiale dei Rom riconosciuta dall'ONU nel 1979.

A distanza di 40 anni da quel giorno crediamo necessario un momento di riflessione sul tema del diritto alla casaperché è la questione decisiva sulla quale si gioca la partita dei diritti dei Rom nel nostro Paese.

E’ ancora forte il pregiudizio in base al quale i Rom si rifiutano di vivere nelle case perché vogliono vivere nei campi. Quella dei campi o, così come vengono definiti ufficialmente, dei "villaggi attrezzati", rappresenta un'anomalia tutta italiana. Ma i Rom non vogliono abitare nei campi e spesso sono le autorità che, in base ai "piani di emergenza nomadi", li spingono a vivere in questi luoghi. Spesso, poi, accade che i Rom siano costretti a vivere in insediamenti abusivi, all'interno di baracche improvvisate, a causa delle difficoltà nell’accesso a misure alloggiative adeguate, come per esempio le case popolari.

Così come per gli altri cittadini, anche i Rom, dunque, vorrebbero un'abitazione "normale".

Le associazioni Rom di Torino Idea Rom e Romanè pala Tetehara credono fermamente che sia arrivato il momento di offrire risposte abitative adeguate ai diritti delle proprie comunità, che facciano superare la logica "indecorosa" dei campi e che, allo stesso tempo, restituiscano dignità alla coscienza collettiva del nostro Paese.

In linea con queste aspirazioni, il Comune di Torino ha recentemente approvato un ordine del giorno per riconoscere e far propria la ricorrenza dell'8 aprile, “impegnandosi a diffonderne il valore e il significato alle istituzioni e alla cittadinanza attraverso tutti i mezzi a sua disposizione” e ricordando che “tale giornata è un momento importante per il popolo Rom e per l'umanità intera che può dirsi civile soltanto se a tutti i popoli è riconosciuta la pari dignità”. L’impegno dell’amministrazione comunale è per “Vegliare affinché questa parità venga fattivamente realizzata e non rimanga un mero proclama, avviando politiche attive anche per il superamento della ghettizzazione nei campi, per il contrasto di ogni forma di xenofobia e per il miglioramento della coesione e dell'inclusione sociale”.

Alla Regione Piemonte un mese fa Idea Rom e la Federazione Romanì nazionale hanno presentato una proposta di legge per il superamento della logica dei campi nomadi.

 

Su questo link la dichiarazione della Segretaria di Stato USA Hillary Clinton sulla Giornata Internazionale dei Rom:

http://www.state.gov/secretary/rm/2011/04/160299.htm


COMUNE DI TORINO, MOZIONE SULLA CULTURA ROM

Per difendere la cultura Rom e contrastare la discriminazione

Il giorno 08 aprile si celebra il Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo Rom, in ricordo del primo congresso mondiale dei Rom svoltosi a Londra nel 1971.
In vista della ricorrenza, la Sala Rossa ha approvato una mozione che impegna l’amministrazione comunale a favorire la divulgazione della cultura dei rom e sinti e ad operare per il superamento della ghettizzazione nei campi, contrastando ogni forma di xenofobia e favorendo il miglioramento dell’inclusione sociale.
Il provvedimento ha ottenuto 20 voti a favore, 4 astensioni e 2 voti contrari.

Torino, 3 Marzo 2011

 

(notizia diffusa dall'Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Torino)

 

Link all'ordine del giorno:

http://www.comune.torino.it/delibere/2009/2009_02060.html

 

PROPOSTA DI LEGGE ALLA REGIONE PIEMONTE

Per il riconoscimento della minoranza Romanì e il superamento dei campi nomadi

PREMESSA

  • Considerato il valore dell'interculturalismo

  • Coscienti del fatto che la promozione delle diversità culturali e delle lingue regionali o minoritarie nei diversi paesi e regioni d'Europa rappresentano un importante contributo per una comunità Europea fondata sui diritti/doveri della democrazia e delle diversità culturali, nel quadro della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale

  • Considerato che il consiglio d'Europa ed il parlamento europeo periodicamente emanano raccomandazioni e risoluzioni per facilitare l'integrazione culturale della popolazione romanì

  • Considerato la presenza dal 1422 nel territorio della Regione Piemonte della minoranza etnico linguistica romanì, chiamati Rom e Sinti.

 VISTO

  • La risoluzione del consiglio d'Europa n. 125 del 1981 conferenza parmanente degli enti locali e regionali d'Europa – Comitato dei Ministri

  • la risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 1983

  • la risoluzione del Consiglio d'Europa del 29 Settembre 1989

  • la risoluzione ONU n. 12 del 1991

  • la raccomandazione del Consiglio d'Europa n. 1203 del 1993

  • la risoluzione del Consiglio d'Europa del 9 Febbraio 1994

  • la carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992

  • gli impegni relativi alla protezione delle minoranze nazionali contenuti nelle convenzioni e dichiarazione della Organizzazione Nazioni Unite nonché dei documenti della cOnferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa di Copenaghen del 29 Giugno 1990

  • la convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del consiglio d'Europa del 1 Febbraio 1995 ratificata dall'Italia ed entrata in vigore il 1 Marzo 1998

  • la raccomandazione del comitato dei ministri del consiglio d'Europa n. 17 del 2001

  • la raccomandazione dell'Assemblea Parlamentare del consiglio d'Europa n. 1557 del 2002

  • la risoluzione del Parlamento Europeo n. 2164 del 1 Giugno 2007

  • la risoluzione del Parlamento Europeo del 28 Aprile 2005

  • la risoluzione del parlamento europeo del 31 gennaio 2008

  • la risoluzione del parlamento europeo del 9 settembre 2010

  • la legge regione Piemonte n. 26 del 10 Giugno 1993

La Regione Piemonte, nell'esercizio della propria competenza primaria in materiale culturale, ispira la propria azione ai principi affermati nella carta Europea delle lingue regionali o minoritarie ed alla Convenzione quadro per la protezione della minoranze nazionali.

 

Articolo 1

  1. La Regione Piemonte ritiene la diversità culturale una fonte, oltre che un fattore, di arricchimento per ogni società e, nell'aderire ai principi ed alle norme della comunità internazionale, Europea ed Italiana, riconosce la popolazione romanì, chiamati Rom e Sinti, minoranza etnico linguistica.

  2. La Regione Piemonte si impegna a promuovere lo sviluppo culturale e l’inclusione sociale della minoranza etnico linguistica romanì, chiamati Rom e Sinti.

  Articolo 2

  1. La legge Regione Piemonte n. 26 del 10 Giugno 1993 è abrogata.

  2. La regolamentazione delle attuali aree sosta per nomadi già presenti nel territorio regionale ricade nella disciplina dei complessi ricettivi all’aperto. 

  3. Per favorire l'accesso alla casa da parte delle famiglie dimoranti nelle attuali aree sosta per nomadi, i Comuni, i loro Consorzi e le Comunità Montane adottano le opportune iniziative in tema di edilizia sovvenzionata e di assegnazione di alloggi di edilizia popolare e comunale sulla base della legislazione vigente e delle misure e degli interventi previsti dal Fondo Sociale Europeo.

Articolo 3

  1. La Regione Piemonte per il perseguimento delle finalità di cui alla presente legge eroga finanziamenti per specifici piani di azione.

  2. I destinatari dei finanziamenti sono le Province, i Comuni, i loro consorzi e le Comunità Montane.  

  3. Sono destinatari dei finanziamenti anche le associazioni e gli organismi pubblici e privati che operino nel perseguimento delle finalità della presente legge.

Articolo 4

Per l'attuazione della presente legge è autorizzata per l'anno corrente una spesa complessiva di euro …..........

 

Proposta presentata da Idea Rom e dalla Federazione Romanì

alla Regione Piemonte il 3 marzo 2011 in VI Commissione Consiliare

 

Notizie collegate:

- http://www.comune.torino.it/cittagora/article_9440.shtml

 

AAA - VOLONTARI CERCASI

Le nostre attività possono accoglierti: se condividi quel che stiamo facendo vieni a darci una mano, sia che tu conosca o sappia fare qualcosa, sia che tu abbia la semplice voglia di metterti in gioco.

E' un'occasione di crescita per entrambi..!

 

In questo momento stiamo cercando la collaborazione disinteressata di:

  • esperti di comunicazione, grafici e videomakers
  • donne che abbiano piacere di insegnare l'italiano ad altre donne
  • persone che possano aiutare i bambini nei compiti (insegnanti in pensione, studenti, ecc...)