NA DARA' (Non aver paura)

Comunicato Stampa

Si è concluso il 9 settembre 2011 “Na Darà”, un progetto “a pensiero ed azione Rom”, realizzato a Torino dall’associazione delle donne IDEA ROM ONLUS in collaborazione con Romanò Ilò, l’Opera Nomadi ed i Gruppi di Volontariato Vincenziano, con un finanziamento nazionale pubblico del Dipartimento per le Pari Opportunità – Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, il patrocinio ed il contributo in servizi del Comune di Torino e delle Circoscrizioni 5 e 6.

 

Per la prima volta a Torino un’iniziativa è stata promossa direttamente dai Rom e sostenuta da alcune istituzioni pubbliche, un segno concreto della speranza e della voglia di essere cittadinanza attiva da parte di una comunità tra le più emarginate della città.

 

“Na Darà” ha previsto interventi di accompagnamento all’inclusione sociale dei Rom, corsi sulle danze tradizionali ed attività di comunicazione che aiutassero a sfatare l’immagine negativa dei Rom.

 

Un centinaio i partecipanti ai corsi di danza, in prevalenza cittadini della zona nord della città, mentre oltre 50 sono stati i Rom, in particolare donne, orientate o inserite la lavoro.

+RESPECT

Un corso per decisori pubblici con il punto di vista dei Rom

Nell'ambito delle manifestazioni per il Giorno della Memoria 2011  e del progetto Turin-Hearth sono in programma quattro incontri sui temi della cultura e dell'attualità Rom in Italia,  con uno sguardo sulle politiche di maggior successo per un'integrazione nel rispetto delle differenze.

 

L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Anci Ideali (Fondazione Europea delle Città) ed è realizzata dall'associazione RomSinti@Politica in collaborazione con le più importanti federazioni delle associazioni Rom, enti locali ed altre organizzazioni italiane ed europee (in Spagna, Belgio e Romania). Capofila dell'intero progetto è Cittalia (Fondazione Anci Ricerche). A Torino l'organizzazione dell'iniziativa è curata da IDEA ROM ONLUS in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza e con i patrocini del Comune di Torino - Circoscrizione Amministrativa 1,  della Provincia di Torino e della Regione Piemonte.

 

Il corso è rivolto ad amministratori e funzionari pubblici, ONG che lavorano con i Rom, rappresentanze ed associazioni di Rom, giornalisti e professionisti dei media, dirigenti e personale scolastico,  studenti e cittadini interessati. Beneficiari diretti dell’azione sono i Rom che vivono nei territori coinvolti mentre quelli indiretti sono i cittadini nella loro generalità.

 

Il modulo formativo è gratuito e prevede i seguenti incontri: 

  • Venerdì 28 gennaio 2011, ore 15/18 - Sala delle Colonne nel Palazzo Civico, piazza Palazzo di Città 1 - Torino

Risoluzione dei conflitti, stereotipo e pregiudizio: il ruolo degli schemi cognitivi e dei processi di categorizzazione.

Conducono il dott. Gabriele Guazzo (coordinatore del progetto – Cittalia), il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì) e il prof. Dimitris Argiropoulos (Università di Bologna). Presenta l'incontro e modera gli interventi il prof. Nanni Salio (Presidente del Centro Studi "Domenico Sereno Regis" di Torino).

  • Venerdì 11 febbraio 2011, ore 15/18 - Museo Diffuso della Resistenza, corso Valdocco 4/A - Torino

Legislazione  locale,  regionale,  nazionale  ed  europea  su 

discriminazione e razzismo.

Conducono il prof. Marco Brazzoduro (Università di Roma) e il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì) . Presenta l'incontro e modera gli interventi il dott. Lorenzo Trucco (Presidente nazionale dell'ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione).

 

  • venerdì 25 febbraio 2011, ore 15/18 - Museo Diffuso della Resistenza, corso Valdocco 4/A - Torino

Identità: storia, politica e cultura.

Conduce il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì). Presenta l'incontro e modera gli interventi don Fredo Olivero (Responsabile del Servizio Migranti della Caritas Diocesana di Torino).

 

  • Venerdì 11 marzo 2011, ore 15/18 - Sala delle Colonne nel Palazzo Civico, piazza Palazzo di Città 1 - Torino

Mediazione   culturale   e   partecipazione   attiva: metodologia   e   progettualità.

Conducono il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì) e il dott. Dimitris Argiropoulos (Università di Bologna). Presenta l'incontro e modera gli interventi il dott. Filippo Furioso (Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "Leonardo da Vinci" di Torino).

Sarà rilasciato un attesto di partecipazione agli incontri.

 

Per maggiori informazioni sul progetto +Respect:

 

http://www.morespect.eu/en2/

 

http://www.cittaitalia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2741%3Ail-progetto-respect-verso-la-partecipazione-e-la-non-discriminazione-delle-popolazioni-rom&catid=1%3Adocumenti-cittalia&Itemid=1)

 

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&langId=it


http://www.romadecade.org/

 

Per maggiori informazioni sul progetto Turin-Hearth:

 

http://www.museodiffusotorino.it/focus_evento.aspx?id=646

INCENDIO AL CAMPO ROM

Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Raul, Fernando, Patrizia, Sebastian, quattro fratellini tra i 4 e gli 11 anni, rumeni. Dormivano nella loro baracca, fatta di lamiere e cartoni, in un campo abusivo su via Appia Nuova, e come ogni notte per combattere il freddo,  accendevano un braciere. Qualcosa è andato storto e nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, la loro baracca ha preso fuoco e sono morti carbonizzati sotto gli occhi dei loro genitori, della loro comunità, incapaci di intervenire. Erano dei bambini, probabilmente stavano sognando e continueranno a farlo, allontanati forzatamente da questa realtà che li ha messi a dura prova già dalla nascita. Erano bambini, proprio come tutti gli altri giocavano, ridevano, piangevano, facevano i capricci ma soprattutto avevano dei diritti. Diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale. Diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche. Diritto ad amore, comprensione e protezione. Diritto all'istruzione, attività ricreative e divertimento. Questi sono alcuni degli articoli della Dichiarazione dei diritti del bambino approvata dall'ONU il 20 Novembre 1959. In un Paese occidentalizzato non sono speranze fatue ma dovrebbero essere realtà garantite a tutti. E invece ancora oggi in una città come Roma, Roma Capitale, ci troviamo a scontrarci con queste mancanze che vengono pagate da innocenti, che riescono a crescere anche in situazioni di estremo disagio perché probabilmente una situazione migliore non l'hanno mai vissuta. Intanto il nostro pensiero va a  Raul, Fernando, Patrizia, Sebastian e alla loro famiglia.

Di seguito la dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo essersi recato all'Istituto di medicina legale di Roma dove ha incontrato i familiari dei 4 bambini vittime del tragico incendio di una baracca: "Ai genitori e alla superstite sorella dei 4 bambini Rom orrendamente periti nel rogo del precario rifugio in cui vivevano, ho voluto esprimere il sentimento di umana solidarietà che con me oggi provano tutti i romani e gli italiani. E' stata una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi. Le autorità locali e nazionali non possono non sentirsi impegnate ancor più fortemente a dare soluzione a un problema così grave in termini umani e civili".

27 GENNAIO 2011

Per il ricordo di tutte le vittime nel Giorno della Memoria

La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti ai progetti di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

 

Tra le vittime delle persecuzioni del secondo conflitto mondiale ci sono gli oltre 500.000 Rom uccisi in tutta Europa.

 

I Rom di tutto il mondo ricordano con il termine Porrajmos (in lingua Romanì "Devastazione" o "Gran divoramento") o Samudaripen ("Massacro", "Uccisione di tutti") il tentativo del regime nazista e dei suoi alleati di sterminare la popolazione romanì durante la seconda guerra mondiale.

 

Idea Rom anche quest'anno ricorderà le vittime del Porrajmos partecipando alle iniziative in programma a Torino e Aosta per il Giorno della Memoria:

 

- 27 gennaio ore 9

  Dai balconi del Centro Studi Sereno Regis di via Garibaldi 13 a Torino

  Esposizione della bandiera con le insegne internazionali dei Rom

  In memoria delle vittime delle persecuzioni nel secondo conflitto

  mondiale

 

- 27 gennaio ore 11

   Sala del Consiglio Comunale, piazza Palazzo di Città 1 - Torino

   Celebrazione istituzionale del Giorno della Memoria alla presenza

   delle Autorità

   Con la partecipazione e l'intervento della storica Anna Bravo  

 

- 27 gennaio ore 18

  Sinagoga Ebraica, piazzetta Primo Levi 12 - Torino

  Preghiera Kaddish aperta al pubblico

  Con la partecipazione della scrittrice Lia Levi e di rappresentanti

  dell'associazione Idea Rom Onlus

 

- 28 gennaio ore 15

  Sala delle Colonne a Palazzo Civico, p. Palazzo di Città 1 - Torino

  Avvio progetto +Respect

  Un corso per "Decisori Pubblici" con il punto di vista dei Rom

 

- 10 febbraio 2011 ore 20.30

   Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea

   via Xavier de Maistre 24 - Aosta

   L'informazione contro il razzismo: Azioni e Mission di Idea Rom

   Con la partecipazione di Lorenzo Guadagnucci e Silvia Berruto,

   giornasti contro il razzismo. Info sulla manifestazione ad Aosta:

http://silviaberruto.wordpress.com/2011/01/17/collettivamente-memoria-2011-programma-definitivo/

 

Idea Rom Onlus esprime cordoglio e profondo dolore per la recentissima scomparsa di Tullia Zevi, donna di straordinaria cultura, coraggiosa testimone in Italia e nel mondo dei valori della cultura ebraica, della pace tra i popoli e del contrasto ad ogni forma di discriminazione sociale.

È' morta “Cena” Huseinović

sopravvissuta alla deportazione nel campo di sterminio di Jasenovac

 

All’ospedale San Giovanni Bosco di Torino stanotte si è spenta Cena Huseinović, una delle ultime testimoni Rom sopravvissute alle deportazioni nei campi di sterminio.

 

Cena ha atteso gli ultimi attimi della sua vita per raccontare gli orrori patiti durante la seconda guerra mondiale nel più grande campo di sterminio dei balcani, a Jasenovac, nella Croazia a quel tempo governata dagli “ustascia” alleati delle forze nazi-fasciste. Lo ha fatto a gennaio, nel Giorno della Memoria celebrato a Torino dalle donne di Idea Rom ricordando il “Porrajmos”, l’olocausto Rom vissuto da Cena in prima persona.

 

Cena quel giorno era visibilmente commossa ma, al tempo stesso, convinta e determinata nel “donare” la sua testimonianza alle giovani Rom, quasi a passar loro il compito di ricordare nel tempo cosa tutta l’umanità dovrebbe evitare di ripetere.

 

Cena aveva 12 anni quando, nel 1942 a Višegrad (Bosnia centrale), venne catturata assieme ai suoi parenti e caricata in un treno che la portò prima a Sarajevo e poi a Jasenovac. In quel campo i deportati erano costretti a lavorare nella produzione di mattoni e catene e, quando gli sforzi e la fame li indebolivano, venivano uccisi e gettati ancora moribondi nel fiume Sava. Cena in quel fiume ritrovò anche il cadavere della madre, con i seni mutilati ed i pesci che ne divoravano le carni. Le donne venivano violentate, gli uomini crocifissi sugli steccati, a chi tentava di fuggire venivano tagliati i piedi. Quasi tutta la famiglia di Cena venne sterminata, lei sopravvisse assieme alle sorelle e ai fratelli più piccoli grazie all’aiuto di un loro ex vicino di casa amico di Latif, il promesso sposo di Cena, a quei tempi “il più bravo artigiano fra i Rom calderai”.

 

Ma la memoria del Porrajmos a Jasenovac è quasi scomparsa, con i documenti irrimediabilmente distrutti pochi giorni prima della liberazione e gli edifici spianati dagli ustascia prima della fuga. Secondo gli storici in Croazia furono uccisi 600 mila tra ebrei, rom, serbi, mussulmani e partigiani, quasi tutti nel campo di Jasenovac. I cadaveri venivano gettati in acqua o seppelliti in fosse comuni sulle rive della Sava ma per anni, durante le esondazioni, i corpi dei cadaveri riaffioravano e venivano trascinati dal fiume.

 

A Jasenovac, come in altre parti del mondo, nessun monumento ricorda lo sterminio dei Rom.

 

Lačò Drom” Cena, buon viaggio nella lingua dei Rom.

 

 Torino, 5 novembre 2010